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Arte contemporanea - sezione diretta da Giorgio Russello

 

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26 giugno al 14 settembre 2003

 

Double Dress. Yinka Shonibare.

Un artista nigeriano/britannico


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Dal sogno interrotto di Chen Zhen alle due anime di Yinka Shonibare. Il mosaico di culture proposto dal Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano sotto la direzione artistica di Jean-Hubert Martin continua con la personale dedicata all'artista nigeriano/britannico, che rimarrà aperta al pubblico dal 26 giugno al 14 settembre 2003.

AlienObsessives, Mum, Dad and the Kids, 1998 Tessuto olandese in cotone stampato a cera, plastica e imbottitura di poliestere su strutture di plastica e metallo


Nato nel 1962 a Londra, dove ancora oggi risiede e lavora, Yinka Shonibare è vissuto in Nigeria fino all'età di 18 anni trasferendosi poi a Londra per studiare. Nella sua ricerca si è rivolto con ironia alle tematiche legate all'identità culturale: dal dandy dalla pelle nera agli astronauti e agli alieni vestiti con stoffe e colori pseudo africani, l'artista è alla ricerca dell'elemento provocatorio e destabilizzante, che inneschi la riflessione sulla prospettiva da cui abitualmente si considera il mondo.

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Nella sua arte non smettono mai di convivere due anime diversissime: quella profondamente africana e quella anglosassone, occidentale. Le installazioni, spesso spettacolari, prendono talvolta spunto da celebri dipinti europei del XVIII e XIX secolo. Uno dei lavori esposti al PAC, per esempio, ricostruisce in forma tridimensionale un noto quadro di Jean-Honoré Fragonard, La balançoire, 1767.


I soggetti si Shonibare, guardano spesso inoltre al mondo della moda e del costume, come campo di indagine per rimarcare la contaminazione tra cultura europea ed elementi della tradizione culturale africana: l'artista veste dei manichini con abiti dalla foggia tipicamente occidentale, usando tessuti considerati africani, i batik, che per la loro complessa origine sono la migliore metafora per affrontare criticamente la collisione di due culture.

Queste stoffe infatti sono originarie dell'Indonesia e i colonizzatori olandesi sono stati i primi a produrle industrialmente utilizzando la tecnica indonesiana del batik, per poi cercare di rivenderle, senza successo, sullo stesso mercato indonesiano.

Divennero invece molto popolari nell'Africa occidentale tanto che, dopo l'indipendenza conquistata negli anni '60, paesi come il Ghana e la Nigeria le adottarono come simbolo di liberazione dal colonialismo e di affermazione d'identità nazionale. Shonibare le inserisce nei propri lavori, vestendo le sue sculture, con ironia e come strumenti di critica politica.
In altre opere, realizzate con il mezzo fotografico, Shonibare si pone al centro della rappresentazione nelle vesti del Dorian Gray di Oscar Wilde oppure si ispira alla serie A Rake's Progress di William Hogarth. Il dandy è per Shonibare un leitmotiv, è colui che afferma la sua individualità sfidando il perbenismo della società con il proprio aspetto e atteggiamento.

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La mostra è organizzata dall'Israel Museum di Gerusalemme ed è curata da Suzanne Landau. L'edizione italiana della mostra, presentata al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, prevede 18 opere fra grandi installazioni di pittura, sculture e fotografie datate fra il 1994 e il 2001. Le opere provengono dall'Israel Museum di Gerusalemme, dalla Stephen Friedman Gallery di Londra, da collezioni private e da musei europei e americani, come la Tate Gallery di Londra e l'MCA di Chicago.

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Ormai noto a livello internazionale, Yinka Shonibare ha presentato nel 1989 a Londra la sua prima mostra personale, per poi esporre presso gallerie private e spazi pubblici in Europa, Stati Uniti, Canada, Sud Africa e Israele. Ha partecipato a importanti esposizioni collettive, come Sensation. Young British Art from the Saatchi Collection (1997) alla Royal Academy of Arts di Londra, oppure Authentic/Ex-centric: Conceptualism in Contemporary African Art nell'ambito della 49° Biennale di Venezia. L'ultima sua apparizione italiana è del dicembre 2001 al Museo Hendrik C. Andersen di Roma.


Anche durante la mostra di Yinka Shonibare proseguirà al PAC un fitto programma di iniziative didattiche gratuite finalizzate alla comprensione dell'arte contemporanea e intitolato "Ho perso la testa...per l'arte" e inoltre verranno proposti, nel mese di luglio, tre appuntamenti con il teatro e la poesia dell'Africa contemporanea dal titolo Maldafrica - trame a colori, a cura di OUTIS Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea.

Si ringraziano il British Council di Milano per il sostegno alla mostra e il gruppo COOP Lombardia per la sponsorizzazione delle iniziative didattiche.

Curatore     Suzanne Landau, Yulla and Jacques Lipchitz Chief Curator of the Arts The Landeau Foundation Curator of Contemporary Art
Organizzazione    The Israel Museum, Jerusalem
Apertura al pubblico     26 giugno - 14 settembre 2003
Sede PAC Padiglione d'Arte Contemporanea - Via Palestro 14 - Milano
Itinerario mostra

The Israel Museum, Gerusalemme - estate/autunno 2002
KIASMA, Nykytaiteen Museo, Museum of Contemporary Art, Helsinki - primavera 2003
         

Sede:

PAC Via Palestro 14 20121 Milano tel 0276009085 fax 02 783330 - segreteria@pac-milano.org
Orari:

9.30 - 19.00 da martedì a domenica - giovedì fino alle 22.00 - chiuso il lunedì


Ingresso:

Intero € 5,20 - Ridotti, gruppi e studenti € 2,60 - Scolaresche € 1.80


PAC
Padiglione d'Arte Contemporanea
via Palestro, 14
20121 Milano
tel. 02 76009085 - fax 02 783330
segreteria@pac-milano.org
www.pac-milano.org

 

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